Sì e No

June 20, 2017

 

Ma io vi dico: Non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di fare bianco o nero un solo capello; ma il vostro parlare sia: Sì, sì, no, no; tutto ciò che va oltre questo, viene dal maligno. Matteo 5:34-37

 

Ci sono tanti versetti della Bibbia che hanno lasciato un segno nella mia vita, tanti versetti che mi hanno aiutato a crescere, a capire a conoscere sempre di più, ma devo essere sincera, questo è uno tra quelli che mi colpisce tanto, che mi fa pensare, è un versetto che in pochi parole racchiude integrità, onestà responsabilità e timor di Dio. Insomma in una sola parola: carattere.

 

Nell'antichità il giuramento era qualcosa di solenne, di estremamente serio, al punto che un giuramento che veniva rotto poteva portare alla morte. Non si giurava con la stessa sciocca e superficiale facilità di come lo si fa oggi. Quel "lo giuro" aveva un senso, era un impegno vitale, un compromesso che valeva più di mille firme.

Ma questo insegnamento di Gesù porta ad un "avanzamento di livello". Non vuole proibire il giuramento tanto per proibirlo perché è "peccato", ma vuole elevare l'uomo, vuole portarlo ad un livello di coscienza e di conoscenza più alto. Leggendo i Vangeli vedremo che gli insegnamenti di Gesù hanno proprio questo obiettivo: trasformare il cuore dell'uomo.

 

Per esempio, sempre al capitolo 5 di Matteo, Gesù stava insegnando qualcosa di rivoluzionario riguardo all'adulterio.

 

Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non commettere adulterio". Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Matteo 5:27,28

 

Il Messia non è interessato a semplici azioni "politicamente corrette", irreprensibili dall'esterno, Gesù è interessato alla trasformazione, ad arrivare in quei luoghi dell'uomo che nessuno può vedere: la mente e il cuore. Non sta annullando il comandamento, ma sta andando più a fondo. Se sei sposato non solo non avrai una relazione con un'altra ma neanche guarderai un'altra nel modo in cui solo tua moglie deve essere guardata.

Parla di cuore, carattere, intenzioni. Perché alla fine, siamo sinceri, non si tradisce all'improvviso, la frase "è successo tutto così in fretta" è una stupida scusa che offende qualsiasi intelligenza. Ogni azione nasce da un pensiero, e Gesù vuole rimettere a posto proprio quel pensiero.

 

Allo stesso modo Gesù al verso 34 sta elevando un altro aspetto della vita dell'uomo: l'impegnarsi in merito a qualcosa. L'appoggiarsi su di un giuramento è appoggiarsi a qualcosa di esterno per mostrare la propria serietà in merito ad un argomento. Ma Gesù toglie questo "appoggio", non puoi giurare su nulla perché niente ti appartiene. Hai solo il tuo carattere, la tua integrità, la tua parola.

 

Che il tuo sì sia sì, che il tuo no sia no. Non doppie parole, non doppie intenzioni, non un cuore doppio. Non dire "" pensando "vabbé tanto non lo faccio" o il contrario dire "no" e pensare "appena si allontana lo faccio". Non diciamo sì ad un impegno (e questo è un problema di molti) in modo frettoloso senza pensarci seriamente per poi rendersi conto tardi che non ce la facciamo, che quel sì è stato affrettato magari solo perché non volevamo deludere la persona o non volevamo perderne l'affetto. Molti di noi sono vittime della frase: "Mi dispiaceva dire di no", una frase che ci intrappola in situazioni imbarazzanti, spiacevoli, complicate, noiose, stressanti.

 

La bocca dello stolto è la sua rovina e le sue labbra sono un laccio per la sua vita. Proverbi 18.7

 

Se sappiamo che una cosa non possiamo farla allora troviamo il coraggio e diciamo NO. La persona non ci amerà meno per questo, certamente capirà, e se non dovesse capire beh… allora non abbiamo perso molto.

 

Ma al di là dell'aspetto psicologico, c'è un aspetto spirituale che, coloro che credono, DEVONO calcolare:

Gesù termina l'insegnamento dicendo: "tutto ciò che va oltre questo, viene dal maligno".

Questo è quello che mi colpisce di più. Ci siamo inventati le "bugie bianche", ci siamo convinti che "vabbè capirà", ma non abbiamo preso in considerazione questa ultima parte del versetto: dire una cosa e farne un'altra è come mentire e Gesù disse che la menzogna ha un padre: satana.

Ogni volta che il nostro "sì" è in realtà "no" o viceversa, stiamo letteralmente prestando la nostra bocca al maligno e assomigliamo più a Lui che al Padre celeste.

Momento di equilibrio ora: non bisogna essere legalisti, non parlo di quegli impegni che saltano per cause esterne di forza maggiore indipendenti da noi e assolutamente imprevedibili. Parlo di quegli impegni presi con leggerezza e che neanche ci si sforza per portarli a compimento ma addirittura si cerca un modo per sfuggire, quel sì che già in partenza sai che è o potrebbe essere un no e viceversa.

 

Mi ricordo di una ragazza, un'imprenditrice con cui avevamo un rapporto di lavoro. Lei aveva acquistato della merce da noi e visto che il suo debito nei nostri confronti era molto più alto del debito che avevamo nei suoi avevamo deciso VERBALMENTE di scalare a mano a mano le nostre fatture dalle sue fino a che il debito non fosse tornato a zero. Insomma una soluzione che accontentava entrambi. Qualche mese dopo però ricevetti una lettera dal suo avvocato che ci intimava di pagare tutte le fatture sospese. Quando ricevetti la lettera dell'avvocato, rimasi scioccata, non me l'aspettavo, pensavo fosse una persona per bene, invece si è rivelata una truffatrice, una bugiarda, come se quell'accordo non fosse mai esistito, come se il suo "sì" non fosse contato nulla. e quel giorno compresi ancora di più l'ultima parte del versetto: tutto ciò che va oltre viene dal maligno. Nessuno meglio di lui promette per poi ingannare e quando agiamo così sia in faccende gravi come queste ma anche in quelle più piccole stiamo riflettendo la sua immagine.

 

Cerchiamo di non essere superficiali pensando "eh, vabbé che sarà mai, ho detto che l'avrei fatto ma ho cambiato idea non è una cosa così grave". Probabilmente hai ragione, le conseguenze non saranno gravi ma ciò non significa che un atteggiamento del genere sia corretto. Si perde di credibilità, il tuo carattere ne viene intaccato, la testimonianza che si ha di te perde valore, non puoi essere ritenuto una persona affidabile e non puoi lamentarti se la fiducia del prossimo nei tuo confronti diminuisca sempre di più.

Spiritualmente, anche se accadesse una sola volta non mi sentirei a posto con la coscienza, ci sono degli impegni che ho preso e che lo spirito mi sollecita a terminarli e so che lo farò perché davvero non voglio che niente nella mia vita provenga dal maligno, fa già tanto danno per conto suo non ha proprio bisogno di un aiuto esterno.

 

Quindi, pensiamo bene, riflettiamo, siamo onesti con noi stessi e solo dopo apriamo la bocca e: che il tuo sì sia sì e che il tuo no sia no.

 

Shalom

 

 

 

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