La Gioia della Prova

March 30, 2017

 

Tempo fa ebbi una conversazione fatta con un genitore il cui più grande desiderio è quello di proteggere i propri figli. Vuole che non gli manchi niente, e non vuole che passino per nessun tipo di problema.

E sono sicura che questo è un pensiero presente dentro il cuore di ogni genitore.

 

Così mi sono chiesta se questo tipo di pensiero stia anche nella mente di Dio.

E la risposta che ho trovato è in perfetta armonia con la Sua grandezza: Dio ci protegge e allo stesso tempo ci mette alla prova durante il nostro cammino.

Eh già, avete letto bene! Ma trattenete la pietra nella vostra mano e arrivate fino in fondo all'articolo e poi deciderete se lanciarla o meno.

 

Il Salmo 91 è per eccellenza il salmo della protezione, quello dove si vede il grande Dio Onnipotente che protegge coloro che in Lui si rifugiano.

In Genesi 15.1 il Signore parla ad Abrahamo e gli dice: Non temere o Abramo io sono il tuo scudo.

 

"Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo." (1Giovanni 4:4)

Si rivelò a Giacobbe e disse:

"Ed ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai, e ti ricondurrò in questo paese; poiché non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto»." (Genesi 28.15)

 

Nella storia di Davide per quattro volte è scritto: l'Eterno proteggeva Davide dovunque egli andava.

E Davide nei suoi salmi cantava: Proteggimi, o Dio, perché io mi rifugio in te. (Salmi 16:1)

 

L'Eterno è colui che ti protegge, l'Eterno è la tua ombra, egli è alla tua destra. (Salmi 121:5)

 

Non credo sia necessario andare oltre, mi sembra già da questi versetti che sia abbastanza chiara la volontà di Dio nel proteggerci. Dio ha il potere e la volontà di proteggere tutti coloro che lo temono (temere non inteso come paura ma come riverenziale rispetto).

 

Ma ecco un inganno dove molti fratelli in questi ultimi tempi stanno cadendo, dove sedicenti predicatori stanno ingannando con parole convincenti. Secondo loro "proteggere" significa in realtà: evitare i problemi.

 

C'è questa errata concezione, che negli ultimi 40 anni è ormai entrata nelle menti di molti, che proteggere significa far evitare un problema.

Eppure, per noi che crediamo in Dio, per noi che abbiamo appena detto che Dio ci protegge sempre e in ogni situazione, possiamo vedere chiaramente che nessun personaggio biblico ha avuto una vita in discesa, una vita facile, una vita senza problemi. Da Adamo fino all'ultima persona citata nella Bibbia, usata da Dio come esempio per noi, tutti indistintamente hanno avuto delle vite assurdamente difficili.

Cosa dovrei dunque pensare? Che Dio stava mentendo? O si stava contraddicendo? In nessun modo!

Proteggere non è evitare ostacoli, 

ma far sì che tu li possa affrontare e superare con pieno successo.

Non è promettere di non incontrare mai tempeste, ma è promettere: io sarò con te nel mezzo della tempesta per farti arrivare dall'altra parte!

 

Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia in voi un'opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti. (Giacomo 1:2-4)

 

Beato l'uomo che persevera nella prova, perché, uscendone approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a coloro che l'amano. (Giacomo 1:12)

 

Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. (1Pietro 4:12,13)

 

Pietro dice che non dovremmo guardare le prove come qualcosa di strano!

 

Siamo vivendo un'ondata di eresie. Stanno seminando il vangelo della faciloneria! Della serie: "Dio ha fatto tutto! Tranquillo riposati e goditi il viaggio!" Beh, non è così! Lui ha fatto sicuramente la sua parte, ma la nostra è ancora tutta da compiere!

Un padre che toglie tutti gli ostacoli dal cammino del proprio figlio è un padre negligente, ignorante e pericoloso perché sta creando un figlio debole, fragile, moscio, insicuro o peggio ancora presuntuoso e superbo!

Non è la facilità che tempra il nostro carattere che prova i nostri cuori e i nostri pensieri.

 

"Siamo sempre più grassi, depressi e fragili.
Dopo migliaia di anni di sangue sudore lacrime dove è successo di tutto, dopo migliaia di anni di carestie inenarrabili, epidemie atroci, guerre terrificanti, stermini, tutta roba che ha punteggiato quotidianità normalmente rallegrate da pidocchi, pulci, sorci e, il meglio del meglio, acari della scabbia, siamo stati qualche decennio filato senza catastrofi.
Il risultato?
Un disastro.
Ci siamo fragilizzati. La parola fragile suona ossessivamente come una campana a morte.
Tutti sono fragili, impantanati nel post moderno che è fluido, altro termine ossessivamente presente, e il risultato è l’immagine di una società fatta di statuine di cera esili e pallide, sovrappeso e gracili, dotate di tecnologia fantascientifica, disperse nelle sabbie mobili.
E i più fragili di tutti sono gli adolescenti. Si stanno creando associazioni di sostegno per i genitori degli adolescenti. A questo tipo di associazione si inscrive in genere chi ha passato un terrificante guaio: i sopravvissuti del terremoto, i sopravvissuti dell’inondazione, quelli a cui hanno rubato la macchina. Certo perché nell' epoca della fragilizzazione globale anche il furto dell’auto è un trauma, e può generare una sindrome post traumatica da stress (SPTS). Anche essere genitore di un adolescente è una cosa da sindrome post traumatica da stress. In tutte le altre civiltà, dall’inizio dei tempi fino a noi, che il figlio diventi adolescente è sempre stata una benedizione. Finalmente non era più infante e la mortalità infantile diminuiva la presa, e soprattutto era in grado di spingere l’aratro o fare il bucato alla fonte. L’adolescente poteva essere infelice e lo sapevano tutti, che potesse essere un problema era un’idea a dir poco bizzarra. L’adolescente quindi soffriva di un’infelicità saltuaria contenuta e gestibile. Se poi arrivava a 18 anni e non c’era nessuna guerra mondiale, nessuna trincea dove andare a crepare, nessuna disperazione e miseria dopo aver perso il marito al fronte, l’adolescente si considerava fortunato e non rompeva l’anima a nessuno con il suo scontento. L’adolescenza cominciava a 14 anni e finiva a 18. A 19 anni Leone Tolstoi ha cominciato Guerra e Pace, a 19 anni la mia mamma, sposata a 18, metteva al mondo la sua prima bambina. A 18 anni si era adulti, ci si sposava, si mettevano al mondo figli. Non c’era tempo per chiedersi se si era infelici o no, e questo è il primo passo per la felicità, o per lo meno per uscire dall’infelicità stagnante e viscida che dà l’introspezione, lo scrutarsi, il chiedersi se si è felici o no e il cercare il capro espiatorio su cui gettare la colpa della propria infelicità, nell’ordine: mamma, la società, Dio. A volte l’ordine è invertito, ma non il vittimismo, che regna sovrano.
Il mio spassionato consiglio: diventare adulti il prima possibile."

(Silvana de Mari psicoterapeuta).

 

Trovo questa riflessione della dott.ssa De Mari terribilmente reale ma posso dire senza ombra di presunzione che se si applica agli adolescenti nel mondo, si applica anche a molti cristiani, specialmente negli ultimi tempi! Dio mette alla prova, sempre e costantemente, e lo ringrazio per questo perché ha a cuore la mia crescita e non mi tiene dentro una campana di vetro.

 

"Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abraamo e gli disse: "Abraamo!" Egli rispose: "Eccomi". (Genesi 22:1)

 

È stato Dio in persona che ha messo Abrahamo dentro una determinata circostanza per provarne la fede ed il cuore. La circostanza l'ha creata Dio.

 

"Ricordati di tutta la strada che l'Eterno, il tuo DIO, ti ha fatto fare in questi quarant'anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che c'era nel tuo cuore e se tu osserveresti o no i suoi comandamenti." (Deuteronomio 8:2)

 

"Tu non darai ascolto alle parole di quel profeta o di quel sognatore di sogni, perché l'Eterno, il vostro DIO, vi mette alla prova per sapere se amate l'Eterno, il vostro DIO, con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima." (Deuteronomio 13:3)

 

Non sono le parole che escono dalla nostra bocca che provano la nostra fede o il nostro amore, ma sono le azioni, le reazioni che lo provano. E Dio lo sa. E Dio ci mette alla prova.

 

Mi sembra doveroso, specialmente per i neofiti e per gli increduli, fare una precisazione: provare non è tentare.

 

"Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno." (Giacomo 1.13)

 

Dio non tenta nessuno, ma Dio mette alla prova.

La differenza tra prova e tentazione? L'obiettivo finale.

La tentazione viene con l'intento di farti cadere, di farti sbagliare, di farti soccombere.

La prova è data con l'intento di farti crescere, di raffinarti, di portarti ad essere sempre più ad immagine del Creatore.

 

La PROTEZIONE e la PROVA sono in un perfetto equilibrio.

 

"Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me" (Salmi 23:4)

 

"L'Eterno gli disse: «Ma io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo»." (Giudici 6:16)

 

"Allora Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e col giavellotto; ma io vengo a te nel nome dell'Eterno degli eserciti, il DIO delle schiere d'Israele che tu hai insultato. Oggi stesso l'Eterno ti consegnerà nelle mie mani; e io ti abbatterò, ti taglierò la testa e darò oggi stesso i cadaveri dell'esercito dei Filistei agli uccelli del cielo e alle fiere della terra, affinché tutta la terra sappia che c'è un Dio in Israele." (1Samuele 17:45,46)

 

"Non temete, non sgomentatevi a motivo di questa grande moltitudine, perché la battaglia non è vostra, ma di DIO. Domani scendete contro di loro; ecco, essi saliranno per la salita di Tsits, e voi li troverete all'estremità della valle di fronte al deserto di Jeruel. Non sarete voi a combattere in questa battaglia; prendete posizione, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno, che è con voi. O Giuda, o Gerusalemme, non temete e non sgomentatevi; domani uscite contro di loro, perché l'Eterno è con voi"». (2Cronache 20:15-17)

 

Dio non li ha presi e messi dentro una bella tenda al sicuro affinché niente gli accadesse! Non gli ha detto: "fermi là, ci penso io, sono vostro Padre, voi non dovete fare niente, faccio tutto io!" 

Dio ha sempre detto, in un modo o nell'altro: io sono con voi, ma VOI affrontate il nemico!

 

Ecco cos'è la grazia. Non è la capacità di stare in panciolle aspettando che cada la manna dal cielo! Ma è la capacità di FARE qualcosa che non potremmo fare nelle nostre forze! Fare!

 

Comprendo che uno dei desideri più grandi dei genitori sia quello di proteggere i propri bambini dal dolore fisico, dalle esperienze negative, dalla delusione, dal tradimento degli amici. Ma questo desiderio è praticamente irrealizzabile e sicuramente il più controproducente: non solo è impossibile proteggere i propri figli per sempre da tutto e tutti, ma se si cercherà di farlo, se si trasmetterà loro questo messaggio, verrà tolto ai figli la possibilità di imparare ad affrontare da soli le difficoltà e a raccoglierne i frutti del successo.

Non è cercando di evitare che tuo figlio cada che gli insegnerai a camminare.

 

Facciamo un esempio pratico.

Immaginate di avere una piscina, potete costruirci attorno una recinzione per evitare incidenti, ma è sicuramente saggio insegnare ai bambini a nuotare e col tempo farne dei buoni nuotatori. La recinzione li protegge all'inizio, ma insegnando loro a nuotare li preparate anche a stare in acqua con sicurezza.

Nel caso del nostro Signore, Lui non l'ha neanche messo quel recinto! Nel mare impetuoso della vita è sceso in acqua per primo, ha vinto la forza dell'acqua e ci ha detto, ok: adesso scendi e ti insegno a domarla anche a te!

Per superare le proprie paure e limiti è necessario affrontare degli ostacoli!

Come testi qualcosa? Facendo pressione sull'oggetto che stiamo testando per analizzare se serve al suo proposito.

 

E la gioia che si sperimenta alla fine di una prova? Impagabile!

Quando esci vittorioso da una prova tre aree verranno incrementate: l'amore verso Dio, l'amore per te stesso e l'amore per il prossimo.

L'amore verso Dio. Crescerà la fede in Lui e l'amore per Lui perché avrai visto per esperienza la Sua grandezza e la Sua fedeltà, e questo nessuno te lo potrà mai togliere.

L'amore per te stesso. La tua autostima crescerà, la sicurezza nelle tue capacità, il tuo carattere sarà rafforzato.

L'amore verso il prossimo. Passare per una difficoltà, per una prova, superare un ostacolo ti renderà più empatico verso il prossimo, più vicino, più comprensivo.

 

Affrontare e superare le prove che Dio ci mette davanti ha un effetto molto più grande di quello che possiamo pensare.

È nel momento della tribolazione che ci conosciamo di più e scopriamo cosa siamo capaci di fare

"Non saprai mai quanto sei forte fino a che essere forte è l'unica scelta che hai."

 

"Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò in alcun modo". (Matteo 26.35)

Questa è la famosa affermazione che fece Pietro poco prima dell'arresto di Gesù. Non avrebbe mai pensato che sarebbe arrivato a negare Gesù, ma quando fu messo alla prova fu esattamente quello che fece. Doveva Dio provarlo per sapere se lo avrebbe tradito? Ovvio che no, tant'è che Gesù stesso a questa affermazione profetizza il rinnegamento al cantare del gallo. Allora chi doveva saperlo? Pietro.

 

Dio non è colpito da ciò che diciamo, ma da ciò che facciamo quando siamo sotto pressione.

Quando Dio ci dà una prova riusciamo chiaramente a vedere quanto abbiamo camminato, e quanto cammino ancora abbiamo davanti a noi, dal modo in cui reagiamo ad essa. Le attitudini del cuore che non conoscevamo affiorano quando passiamo attraverso prove e tribolazioni.

 

"Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo." (Giovanni 16.33)

Che significa? Significa proprio questo! Che i problemi ci saranno sempre, le difficoltà, gli ostacoli, le prove, e molte di esse sarà lo stesso Dio a mandarcele e non perché ci vuole male, ma perché vuole provare il nostro cuore, saranno prove alla nostra altezza e mai test che non abbiamo la capacità di superare.

Davide affrontò un gigante perché Dio sapeva che ce l'avrebbe potuta fare. Dio è con te.

Non dobbiamo avere paura delle difficoltà, ma cominciamo a focalizzarle per quello che sono: opportunità per raffinarci come l'oro.

 

"Ma egli conosce la strada che io prendo; se mi provasse, ne uscirei come l'oro." (Giobbe 23:10)

 

"Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, l'opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l'opera di ciascuno. Se l'opera che uno ha edificato sul fondamento resiste, egli ne riceverà una ricompensa, ma se la sua opera è arsa, egli ne subirà la perdita, nondimeno sarà salvato, ma come attraverso il fuoco." (1Corinzi 3.12-15)

 

"Affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell'oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo." (1Pietro 1:7)

 

E da quando il fuoco è piacevole sulla carne? Da quando è facile passare attraverso esso? Eppure è ciò che Dio ha in serbo per i suoi figli, perché non vuole che crescano fragili, ma con un carattere temprato, affidabile.

Ecco la gioia della prova. Il risultato della prova è la gioia di essa.

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