Restaurando Gerusalemme - Restaurando Noi Stessi #3

January 13, 2017

 

Continuiamo il viaggio che abbiamo iniziato attraverso le dodici porte di Gerusalemme e in questa terza parte vedremo nello specifico la porta della Valle, la Porta del Letame e la Porta della Sorgente. (cliccare qui per i precedenti articoli #1 - #2)

 

 

 

4. Porta della Valle

Questa porta tradotta così non ci dice molto. Sicuramente ci fa comprendere che si affacciava su una valle, infatti questa porta si trovava in punto basso del terreno intorno alla città.

Il nome originale è Gai che vuol dire effettivamente valle, ma deriva da un'altra parola che è ghevah, che vuol dire orgoglio, innalzarsi. Interessante... l'orgoglio che si trova in un punto basso.

 

Lo sguardo altero dell'uomo sarà abbassato e l'orgoglio dei mortali sarà umiliato; soltanto l'Eterno sarà esaltato in quel giorno. Isaia 2:11

 

Inutile sperare che una persona orgogliosa possa mai avere una crescita col Signore. Ogni passo, ogni relazione, sarà difficile, se non impossibile, perché il nostro "io" si scontrerà sempre col grande "IO SONO" che è Dio.

 

La cosa interessante di questa porta è che quando Nehemia arriva a Gerusalemme prima di dire a qualcuno ciò che Dio gli aveva messo nel cuore, decide di andare di notte a vedere la situazione. Così esce dalla porta della Valle, scende in direzione della porta del Letame, prosegue verso la porta della Sorgente  ma non vi può entrare a motivo delle brecce, così torna indietro e rientra in Gerusalemme passando di nuovo dalla Porta della Valle (Nehemia 2.12-15).

 

Se la sola notizia di una Gerusalemme distrutta lo aveva colpito così profondamente, immaginate vederla coi propri occhi. È una sensazione, un dolore che purtroppo noi italiani possiamo comprendere. In un certo qual modo riusciamo a empatizzare con la sensazione che ha provato Nehemia, vedendo tanti meravigliosi paesini medievali che a causa del terremoto del 2016 oggi sono ridotti ad un ammasso di pietre...

 

Ma per i ricordi gloriosi, e a motivo delle tante profezie che dovevano compiersi quella non poteva essere la fine di Gerusalemme. Così chiama gli altri e dice: venite ricostruiamo! (Ne 2.17)

Ecco, questa frase che coinvolge il prossimo in nessun modo lascia spazio all'orgoglio. È vero, il nome di Nehemia dà nome al libro, ma lo spirito di Dio fa in modo che nel Libro dei libri venga ricordato per sempre il nome di ogni singola persona e famiglia che prende parte a questa imponente opera. L'orgoglioso lavora da solo, non ha bisogno del prossimo perché pensa di essere meglio dell'altro. L'orgoglioso non chiede aiuto agli altri perché questo significa riconoscere la sua incapacità. L'orgoglioso cerca la propria gloria e non è disposto a condividere gli onori. E cosa ancor peggiore, l'orgoglioso ha difficoltà a dipendere da Dio, perché si considera autosufficiente. Per questo la Bibbia dice: Prima della rovina viene l'orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero. (Pr 16.18)

Ma Nehemia entra ed esce dalla Porta della Valle. La sua opera pratica inizia, come abbiamo visto, dalla porta delle Pecore. E così deve essere. Ma non ci sarà nessuna porta se prima non "ispezioniamo" la nostra valle, il nostro livello di umiltà. L'orgoglioso pensa di non aver bisogno di Dio, ma la Bibbia dice: 

 

Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome. Filippesi 2:5-9

 

Spezzato l'orgoglio si inizia la restaurazione. Vediamo che la porta viene riparata da Hanun, in originale Chanun che deriva da Chanan che vuol dire grazioso, nel senso di dare grazia, mostrare favore, avere misericordia di. Insieme a lui c'è Zanoach che vuol dire rigettato, reso odioso. Ecco un messaggio profondo di questa porta: Dio ha misericordia di colui che si era reso odioso, che era stato rigettato. Basta solo essere umili a sufficienza per rendersi conto che abbiamo bisogno della misericordia di Dio.

 

5. Porta del Letame

La porta della valle e la porta del letame sono molto vicine. E non è un caso.

Materialmente dalla porta del Letame veniva gettata tutta la spazzatura della città che cadeva a valle dove poi veniva bruciata. Era da questa porta che usciva lo sporco della città.

Spiritualmente è quella porta che deve sempre rimanere aperta per ciò che esce e mai per ciò che entra.

Non riguarda il nostro spirito, perché lo spirito di chi è entrato dalla porta delle pecore è ricreato, è nuovo, è perfetto, è pieno di Dio. Ma quando arriviamo a Dio anche la nostra mente è piena: piena di dogmi, pregiudizi, cattive abitudini, falsi insegnamenti, tradizioni.

 

Benché io avessi di che confidare anche nella carne; se qualcuno pensa di avere di che confidare, io ne ho molto di più: sono stato circonciso l'ottavo giorno, sono della nazione d'Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo di Ebrei; quanto alla legge, fariseo, quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile. Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo. Filippesi 3:4-8

 

Paolo ritiene spazzatura tutto il "buono" del suo passato.

Paolo ha buttato qualcosa che il mondo riteneva buono, e che tutt'ora ritiene buono. Il suo nome, la sua posizione, la sua educazione e la sua cultura, ha messo tutto in discussione e di molte cose si è liberato per vivere per Cristo.

Nel momento in cui ci confrontiamo con la Parola di Dio dovremmo avere questa porta aperta, non a caso è vicina a quella della valle, perché bisogna essere umili per lasciar andare ciò che noi ritenevamo importante, dobbiamo essere pronti a metterci in discussione, a non trattenere le cose sbagliate solo perché abbiamo fatto sempre così. Malkijah, che significa "il mio re è Dio", ripara questa porta. Lascia decidere al tuo Re, e ubbidisci a Lui quando ti dice cosa è da buttare e cosa non lo è.

 

6. La Porta della Sorgente

Cos'è una sorgente? La sorgente è una area (più o meno estesa) della superficie terrestre dove viene alla luce, in modo del tutto naturale, una portata apprezzabile di acqua sotterranea. (fonte Wikipedia).

 

Questa porta si trova dopo quella del letame e prima di quella delle Acque. Una volta tolta la spazzatura, possiamo passare alla sorgente. Chi è la fonte di acqua viva? Lo Spirito Santo.

 

Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancora sete, ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che zampilla in vita eterna». Giovanni 4:13,14

 

E mi disse ancora: «È fatto! Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell'acqua della vita. Apocalisse 21:6

 

O Eterno, speranza d'Israele, tutti quelli che ti abbandonano saranno svergognati. «Quelli che si allontanano da me saranno scritti in terra, perché hanno abbandonato l'Eterno, la sorgente d'acqua viva». Geremia 17:13

 

Il Signore ci ha promesso che non ci avrebbe abbandonati e che avrebbe mandato una Aiuto e un Consolatore, il Parakletos, lo Spirito Santo (Gv 14.16-18). Quando nasciamo di nuovo, quando siamo battezzati nello spirito qualcosa irrompe in noi. Questa nuova realtà ci permette di avere una maggiore comprensione della Parola, un dimensione maggiore di potere che ci equipaggia per combattere contro il nemico, ci porta ad avere più audacia quando testimoniamo, ci aiuta a vedere tutto con occhi nuovi. È una porta che deve stare sempre aperta, una fonte che deve zampillare per l'eternità.

 

La parola fonte, o sorgente è ayin ed è la stessa parola usata per "occhio".

 

La lampada del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malato, anche tutto il tuo corpo sarà pieno di tenebre. Luca 11:34

 

Quando lo Spirito di Dio entra in noi, il nostro aspetto, le nostre sembianze si trasformano. Se eri biondo rimani biondo, se eri calvo, così rimani, se eri alto rimani alto. È ovvio che non cambia il nostro aspetto fisico, ma è il nostro io interiore che si trasforma ed è così forte che la sua bellezza fuoriesce dalla finestra dei nostri occhi e attraverso essi il nostro prossimo può vedere un cambiamento.

 

La porta è costruita da Shalun, che vuol dire retribuzione, ricompensa. Shalun, dice la Scrittura, era figlio di Kol-Hezeh: "tutto vede". La ricompensa da Chi tutto vede.

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