Restaurando Gerusalemme - Restaurando Noi Stessi #2

January 10, 2017

 

  

Nel precedente articolo ho fatto un veloce riassunto sulla storia di questa meravigliosa città che è Gerusalemme e di come Nehemia abbia iniziato la straordinaria missione della sua ricostruzione.

Andiamo ora a guardare ad un livello spirituale le sue dodici porte.

 

1. Porta delle Pecore

Shaar HaTson, la porta delle pecore, è la prima porta di cui si fa menzione. È chiamata così perché è qui che passavano le pecore e gli agnelli che dovevano essere offerti in sacrificio. La sua ubicazione era ovviamente vicino al tempio, dove appunto avveniva il sacrificio.

Non è difficile comprendere il significato di questa porta. Gesù è l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Questa porta ci parla del sacrificio che Cristo ha fatto per salvarci. È il punto di partenza di tutto il nostro viaggio, ma vedremo anche che questa porta viene menzionata alla fine del capitolo 3, come a chiudere un cerchio. Così come l'agnello è menzionato alla fine delle Scritture nel libro di Apocalisse:

«A colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione, l'onore, la gloria e la forza nei secoli dei secoli». Apocalisse 5:13

Quindi mi disse: «Scrivi: Beati coloro che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello». Mi disse ancora: «Queste sono le veraci parole di Dio». Apocalisse 19:9

 

Tutto inizia e finisce con Gesù.

Non a caso è la prima porta ad essere restaurata e viene restaurata proprio da un sacerdote, Eliashib, che vuol dire: Dio restaura, ripara, ristabilisce.

Come già scritto nel precedente articolo, le porte rappresentano una decisione. E poiché ogni ricostruzione esige una presa di posizione ecco che questa porta deve essere totalmente aperta perché è un luogo dove ci arrendiamo a Cristo, dove si effettua in noi l'opera di salvezza e liberazione attraverso il Suo prezioso sangue. Se non si sceglie di entrare in questa porta non è possibile in alcun modo passare alle altre. Come si entra in questa porta? Ammettendo che non siamo perfetti. Riconoscendo che non sappiamo nulla. Dichiarando che abbiamo bisogno di Dio. Scegliendo di seguire il Buon Pastore.

 

Perciò Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me, sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo. Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. Giovanni 10:7,9,10

 

Io sono entrata da questa porta nel giugno del 2002 facendo questa semplice preghiera:

 

"Signore Dio io riconosco e confesso Gesù Cristo come mio Signore e Salvatore. Io credo che è morto per me e che è resuscitato al terzo giorno. Soccorrimi, o DIO della mia salvezza, per la gloria del tuo nome, e liberami e perdona i miei peccati per amore del tuo nome."

 

Cosa è necessario per restaurare e spalancare questa porta? Un cuore umile e sincero, e una bocca che non ha paura di confessare Gesù Cristo.

 

2. Porta dei Pesci

Shaar HaDaghim. La parola è daghim,  dag al singolare, che vuol dire pesci. Questa parola però ci parla anche della crescita, del moltiplicarsi. È quella porta che esige da noi il vivere non solo per noi stessi ma per aiutare anche coloro che sono in cerca di Dio. Il pesce ci ricorda nella Bibbia sia una provvigione di cibo ma anche coloro che sono chiamati a sfamare gli affamati.

 

E Gesù disse loro: «Seguitemi, e io vi farò diventare pescatori di uomini». Marco 1:17

 

Dovrebbe essere una progressione naturale nella vita cristiana, dopo aver capito che Gesù è morto per noi, volere che anche altri siano salvati e quindi desiderare parlare di Lui. Ci sono innumerevoli testimonianze che dimostrano che i credenti salvati da meno di due anni sono quelli che più vincono persone per il Signore. La loro semplice testimonianza di ciò che Gesù ha fatto nella loro vita dà loro la qualifica di "pescatori di uomini".

La porta dei pesci è una nostra totale responsabilità. Ci sono molte, troppe persone che trovando Dio pensano che sia una cosa strettamente personale, da non condividere, della serie: l'importante è che io sia salvo. Ma il fine ultimo dell'abbondanza su questa terra è lo stesso fine che riguardava la promessa che Dio aveva fatto ad Abrahamo: io ti benedirò e tu sarai una benedizione.

La benedizione va passata, non può essere trattenuta. Ecco quindi il prossimo passo nella vita cristiana: essere pescatori di uomini.

 

3. Porta Vecchia

Shaar HaYashanah. Il nome in sé ci aiuta a capire di cosa si tratta. Questa porta parla delle cose vecchie che esistono nella nostra anima e che devono essere rimosse. Mostra un passato che ha lasciato dei segni nel nostro carattere, ferite che magari ancora fanno male, abitudini che si contrappongono con la nuova vita che abbiamo in Cristo.

Paolo ha dovuto ricordare ai corinzi che:

 

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. 2Corinzi 5:17

 

Paolo doveva affermarlo, doveva ricordare ai credenti che le cose vecchie sono passate. Ricordiamoci che le lettere non sono indirizzate ai non credenti, ma a coloro che hanno riconosciuto Cristo come Signore e che stanno percorrendo il cammino della fede.

 

Voi però non è così che avete conosciuto Cristo, se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù, per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell'uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione, per essere rinnovati nello spirito della vostra mente e per essere rivestiti dell'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità. Efesini 4:20-24

 

Paolo parla di un vecchio uomo che deve morire e lasciar posto al nuovo, il quale si lascia guidare dallo Spirito di Dio.

Una curiosità alquanto intrigante è data dal fatto che la parola yashan, vecchio, usata per indicare questa porta, si forma attraverso un'altra parola, la sua radice infatti è yashen: dormire. Nella lingua ebraica sono scritte allo stesso modo, cambia solo la loro vocalizzazione.

 

DIO fece quindi i due grandi luminari: il luminare maggiore per il governo del giorno e il luminare minore per il governo della notte; e fece pure le stelle. Genesi 1:14

 

Dio scandisce il tempo, Dio che vive nell'eternità, crea il chronos, ossia il tempo come noi lo conosciamo. Il tempo che scandisce le ore, i giorni, le stagioni, gli anni.

Ad ogni nostro risveglio il giorno che era oggi è diventato ieri. Ad ogni nostro risveglio siamo più vecchi di un giorno: le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.

 

Perciò noi non ci perdiamo d'animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 2Corinzi 4:16

 

Ogni giorno abbiamo l'opportunità di lasciare indietro le cose vecchie e di impegnarci per rinnovare il nostro uomo interiore.

 

È una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. Lamentazioni 3:22,23

 

Questa porta rappresenta la scelta di lasciare dietro il passato, una scelta che non spetta a Dio ma è una decisione che prendiamo noi e che spetta a noi mantenere, sapendo che la misericordia e la compassione di Dio si rinnova ogni mattina dandoci la possibilità ogni giorno di essere migliori di ieri.

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